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martedì 20 settembre 2016

Stanze di Raffaello: La stanza di Costantino

Fondazione della Basilica di S.Pietro

La quarta e ultima Stanza dell'appartamento al secondo piano del Palazzo Apostolico venne commissionata a Raffaello da Leone X nel 1517, come ricorda Vasari nelle vite del Sanzio e di Giovan Francesco Penni. Il maestro però, negli ultimi frenetici anni di vita, fece in tempo solo a preparare i cartoni, morendo nel 1520. È la stanza più ampia dell’appartamento e fu utilizzata quindi in tutte le occasioni ufficiali della corte pontificia. Essa è situata nella parte medievale del palazzo apostolico, risalente all’epoca di Niccolò III (1277-1280), anteriore quindi a quella adiacente occupata dalle altre Stanze di Raffaello. 

Completano la decorazione della sala, oltre alle quattro storie principali dipinte su finti arazzi, figure di grandi pontefici fiancheggiate da figure allegoriche di Virtù.
Le storie dell’imperatore Costantino mirano a illustrare la disfatta del paganesimo e il trionfo ufficiale della religione cristiana, riprendendo il programma politico delle due stanze precedenti e chiudendone il ciclo.


Sono quattro gli affreschi principali:

Visione della croce

Descrive la premonizione che l’imperatore ebbe prima della battaglia contro Massenzio, secondo la quale avrebbe ottenuto la vittoria se avesse sostituito le aquile imperiali sulle insegne dei soldati con la croce. Da notare la veduta di Roma (a destra sullo sfondo) con la ricostruzione dei monumenti antichi.

Battaglia di Costantino contro Massenzio

Si svolse nel 312 d.C. e segnò la sconfitta di Massenzio (che sta per annegare nel fiume Tevere) e la vittoria del cristianesimo sul mondo pagano. La scena è ambientata con esattezza topografica a nord di Roma con il Monte Mario (sulla sinistra) ove si riconosce Villa Madama, costruita da Raffaello per il papa proprio in quegli anni. Il progetto iniziale di questo riquadro, così come del precedente, dovette essere certamente di Raffaello, ma l’esecuzione spetta al suo allievo Giulio Romano.

Battesimo di Costantino

L’imperatore si inginocchia a ricevere il sacramento dal papa Silvestro all’interno del Battistero del Laterano. Il papa ha i tratti di Clemente VII (1523-1534), durante il cui pontificato furono ripresi i lavori, interrotti dopo il breve intervallo di Adriano VI (1521-1523). L’affresco è attribuito a Giovan Francesco Penni.

Donazione di Roma

L’imperatore Costantino è di nuovo inginocchiato davanti a papa Silvestro nella Donazione di Roma (simbolizzata dalla statuetta dorata che viene offerta). Su questo episodio (rivelatosi leggendario) si era basata la fondazione dello stato della chiesa e la giustificazione del potere temporale dei papi. Silvestro ha ancora i tratti di Clemente VII e l’episodio documenta l’interno, poi distrutto, della vecchia basilica paleocristiana di S. Pietro.

lunedì 12 settembre 2016

Stanze di Raffaello: la Stanza dell'Incendio di Borgo

Raffaello, Incendio di Borgo dett.

Perugino, volta della Stanza dell'Incendio di Borgo
La Stanza dell'Incendio di Borgo è uno degli ambienti delle Stanze di Raffaello nei Musei Vaticani. Fu il terzo a essere decorato da Raffaello Sanzio e aiuti. Inoltre, è l’ultima stanza in cui lavorò personalmente l’artista e prese il nome da una delle storie parietali.

La decorazione pittorica di questa sala appartiene a due distinte fasi esecutive: la volta fu commissionata da Giulio II a Pietro Vannucci, detto il Perugino, nel 1508, mentre le pareti furono affrescate da Raffaello con i suoi allievi per papa Leone X tra il 1514 e il 1517. Nei monocromi dello zoccolo sono rappresentate sei figure sedute di imperatori e sovrani protettori della Chiesa.
Perugino, volta della Stanza dell'Incendio di Borgo
In questa sala si riunì al tempo di Giulio II il più alto tribunale della Santa Sede, la Segnatura Gratiae et Iustitiae, presieduto dal pontefice: questa funzione si esprime nel programma iconografico della volta. Nei quattro tondi il Perugino raffigurò infatti la Santissima Trinità (sopra la porta d’entrata dalla Torre Borgia) e, in senso orario, il Creatore in trono tra angeli e cherubini, Cristo come Sol Iustitiae e Cristo tentato dal demonio, Cristo tra la Misericordia e la Giustizia. Sotto Leone X la stanza era destinata a sala da pranzo poich´w nel vano adiacente erano situate le cucine.

Quattro gli affreschi alle pareti:
In tutti gli episodi storici degli affreschi il papa assume i tratti del pontefice regnante, Leone X.


Secondo il Liber Pontificalis l’Incendio di Borgo, che dà il nome all’ambiente, divampò nell’anno 847 nel quartiere antistante la basilica di S. Pietro: Leone IV, impartendo la benedizione solenne dalla loggia delle benedizioni, estinse miracolosamente il fuoco, salvando così la chiesa e il popolo.


L’ Incoronazione di Carlo Magno avvenuta in S. Pietro nella notte di Natale dell’800, costituisce la fondazione del Sacro Romano Impero. Molto probabilmente l’affresco allude al concordato stipulato tra la Santa Sede e il regno di Francia nel 1515, dal momento che Leone III ha i tratti di Leone X e Carlo Magno quelli di Francesco I.


Il Giuramento di Leone III raffigura un episodio avvenuto il giorno prima dell’incoronazione di Carlo Magno, allorché il papa rispose alle calunnie dei nipoti del predecessore Adriano I col riaffermare il principio che il vicario di Cristo è responsabile dei suoi atti solo davanti a Dio.


Nella Battaglia di Ostia, che nell’849 vide contrapporsi le truppe di Leone IV alle orde dei Saraceni, si celebra la vittoria delle armate papali e si allude altresì alla crociata contro gli infedeli incoraggiata da papa Leone X.

domenica 4 settembre 2016

Stanze di Raffaello: la Stanza della Segnatura

Volta della Stanza della Segnatura, Giudizio di Salomone


Volta della Stanza della Segnatura, Poesia
La Stanza della Segnatura contiene i più famosi affreschi di Raffaello: essi costituiscono l’esordio dell'artista in Vaticano e segnano l’inizio del pieno Rinascimento. L’ambiente prende il nome dal più alto tribunale della Santa Sede, la Segnatura Gratiae et Iustitiae, al quale presiedeva il pontefice e che usava riunirsi in questa sala intorno alla metà del XVI secolo.
Originariamente la stanza fu adibita da Giulio II a biblioteca e studio privato: il programma iconografico degli affreschi, eseguiti tra il 1508 e il 1511, si lega a questa funzione.
Il tema iconografico è quello dell'ordinamento ideale della cultura umanistica, divisa in teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza, che erano anche le quattro facoltà delle università medievali, a ciascuna delle quali è dedicata una parete in corrispondenza della personificazione femminile ritratta nel medaglione della volta. Inoltre vi si può leggere un'esaltazione delle categorie neoplatoniche del Vero, del Bene e del Bello.
Questi gli affreschi alle pareti:
Disputa del Sacramento (Teologia):

Ai lati della SS. Trinità (con Dio Padre, il Cristo tra la Vergine e S. Giovanni Battista e lo Spirito Santo disposti in asse al centro) si dispone la Chiesa Trionfante, con patriarchi e profeti dell’Antico Testamento alternati ad apostoli e martiri, seduti in emiciclo sulle nubi. Sulla terra, ai lati dell’altare su cui domina il SS. Sacramento in cui è presente il Cristo, si dispone la Chiesa Militante. Sui troni di marmo più vicini all’altare siedono quattro Padri della Chiesa latina: S. Gregorio Magno (con i tratti di Giulio II), S. Girolamo, S. Ambrogio e S. Agostino. Alcune altre figure hanno la fisionomia di personaggi storici: si riconoscono i ritratti di Sisto IV (zio del committente) nel pontefice più a destra, di Dante Alighieri alle sue spalle, del Beato Angelico nel frate all’estremità sinistra.

Scuola di Atene (Filosofia):

Alla Filosofia corrisponde l'opera forse più famosa di Raffaello, la Scuola di Atene. Entro una grandiosa architettura rinascimentale, che si ispira al progetto di Bramante per il rinnovamento della basilica paleocristiana di S. Pietro, si muovono i più celebri filosofi dell’antichità, alcuni dei quali sono facilmente riconoscibili: al centro Platone, che punta con un dito verso l'alto e tiene in mano il suo libro Timaeus, fiancheggiato da Aristotele con l'Etica; sulla sinistra dell’osservatore compare Socrate, vestito di verde, impegnato a discutere con Alcibiade; Pitagora è invece raffigurato in primo piano mentre spiega sul libro il diatesseron; sdraiato sulle scale con la scodella è Diogene, mentre sulla destra sono visibili Euclide, che insegna geometria agli allievi, Zoroastro con il globo celeste, Tolomeo con quello terrestre, e infine, all'estrema destra, nel personaggio con il berretto nero è l'autoritratto di Raffaello.

Parnaso (Poesia):

Apollo, seduto al centro, suona la lira da braccio, circondato dalle Muse, protettrici delle arti, e dai poeti antichi e moderni, tra cui si riconoscono facilmente Omero (cieco), Virgilio e Dante alle sue spalle.

Virtù e la Legge, con Gregorio IX approva le Decretali (legge canonica) e Triboniano consegna le Pandette a Giustiniano (legge civile):


Sono raffigurate la Consegna delle Pandette all’imperatore Giustiniano (a sinistra) e la Consegna delle Decretali a papa Gregorio IX. Il pontefice ha i tratti del committente, Giulio II, mentre i cardinali che gli stanno accanto sono Giovanni de’ Medici e Alessandro Farnese, futuri papi Leone X e Paolo III.


Per approffondire c'è questa bellissima intervista ad Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani: